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Governare il tempo

Roma, 10 febbraio 2018 ~

La gentilezza nelle parole di Gentiloni

Per la celebrazione dei 50 anni della Comunità di Sant’Egidio, il discorso di ringraziamento per il lavoro svolto dalla comunità in difesa dei più deboli, fatto dal nostro Presidente del Consiglio, è arrivato come una delle notizie più rincuoranti ricevute in questi giorni di dibattiti elettorali televisivi, d’improvvisazioni strategiche e di promesse poco credibili.

www.governo.it/media/gentiloni-alla-celebrazione-dei-50-anni-della-comunit-di-santegidio/8943

Per un mondo occidentale, non in difesa dei più forti, ma ricco di “comunità per i più deboli”.

Iniziamo tutti insieme a cambiare da qui.

Smettiamo di sparlare, di male dire, di giudicare.

Prendiamoci cura degli altri e aiutiamoci ad aiutare.

Il cinismo, il pettegolezzo, la diffamazione, sono piaghe di questo tempo.

Quando guardo e sento parlare il Presidente del Consiglio con la sua umiltà ed eleganza del cuore, mi ricordo di quali sono i nostri doveri umani verso gli altri con i quali ci relazioniamo, quei doveri umanistici che a casa mi avevano sempre insegnato e che mi hanno sempre governata.

Quando penso che si pensa anche così , non mi sento più sola, ma tutelata in quelli che dovrebbero essere modelli di vita per tutti.

Abbiamo il dovere di non mentire a chi ci dona onestà e affetto.

Abbiamo il diritto di difenderci da chi manipola a proprio vantaggio la verità per nascondere altre debolezze, (quelle perverse del non coraggio), non certo autodistruttive, ma distruttive per altre vite che vogliono vivere diversamente.

Il vero cambiamento che vorrei adesso, viene dalla responsabilità che dovremmo prenderci insieme con gli altri.

Ammettendo gli errori fatti: errori comportamentali per difenderci in attesa di una vera difesa legale, errori di indifferenza per altre ingiustizie che non riguardano solo noi, ma che coinvolgono fasce sociali più fragili.

Errori a fin di bene che possono essere usati a vantaggio di un potere che gestisce, protegge e giustifica il male, solo per scopi di lucro o per altri vantaggi individualistici.

Portare il coraggio come una virtù necessaria alla nostra bellezza, alla nostra dignità.

Scegliere gli amici buoni che ci vogliono bene solo per volerci bene, per quelle affinità che arricchiscono e rinforzano il nostro pensiero, per il piacere costruttivo della critica e non per quello del presuntuoso giudizio.

Questi sono valori grandi da recuperare, vero patrimonio speso spesso in passato inutilmente, ma che messi insieme possono creare un’economia nuova, produttiva di Bene.

Questo è l’attuale Paese che ci governa e che non immagino cambiare in meglio se in un prossimo futuro cambierà. (M.G.F.)