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Tempo di bellezza e istanti di luce romana

Roma è donna, la luce è donna e le donne dovrebbero difendere: bellezza, gusto e storia di una delle città con più memoria al mondo, una delle più dipinte e più fotografate. 

Invece, oltre all’evidente degrado, ai sanpietrini sempre più sdentati e pericolosi, alla poca pulizia e tanto altro – si stanno sostituendo i tradizionali lampioni che caratterizzano il paesaggio urbano della nostra Capitale – con nuovi anonimi portaluce che cambieranno l’atmosfera notturna della città.

Scrissi, in un mia pubblicazione proprio in questo blog, della luce che ogni città possiede.

La luce naturale di Roma è calda e di notte continua l’oro di quella artificiale che la plasma, la stempera come ad accoglierci in un intima complice convivenza. 

Luce rassicurante, non respingente, che porta lo sguardo a contemplare i monumenti e a farci sentire a casa.

Mi scrive in una e-mail, Nathalie Naim (Presidente della Commissione Bilancio, Personale, Regolamenti, Affari Generali, Decentramento.Componente delle Commissioni Commercio; Contrasto dell’Abusivismo Commerciale e Edilizio; Trasparenza; Elette), : il Comune ha dato all’Acea un appalto di 49 milioni per cambiare tutti i lampioni , luci  e ogni singola lampada da esterni di Roma.  Gli  storici impianti  luminosi vengono sostituiti con moderni oppure i lampioni vengono privati dei loro vetri e viene apposta una placca a vista al LED di luce blu(bianco molto freddo) a 4.000 kelvin.  L’intensità della luce è la stessa delle lampade  a potassio ma è molto più duro l’effetto.  Stanno procedendo molto velocemente e entro luglio avranno terminato tutta Roma compreso il sito Unesco e quartieri storici 186.000 impianti in tutto.[..] questo tipo di led  blu a 4000 kelvin senza schermatura sarebbe dannoso per la  salute in quanto altera il nostro  ritmo cardiaco con luce a bassa intermittenza che stimola la produzione di serotonina invece che la melatonina con danni vari alla salute fra cui il cancro.  I ricercatori , le società per la  protezione della salute sconsigliano tali luci[..]

Allora penso di intervenire come posso, con il mio piccolo aiuto: attraverso le parole e le pubblicazioni. 

Molti grandi pittori paesaggisti hanno colto la luce di Roma (Ippolito Caffi ad esempio), nel suo caldo splendore e anch’io ho sempre visto questa città spalmata d’oro, (una luce quasi mistica che la protegge e la caratterizza.).

Non permettiamo di modificare, bellezza e cultura, uniche nostre risorse identitarie da salvaguardare sempre, come luci a illuminare, i colori della nostra bandiera.